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      Ed in verità se la chiesa di S. Giusto ha un campanile che è un minareto, la chiesa è una moschea... ergo è stata costruita dai turchi, ergo Trieste non fu e non è italiana, ma è turca. Decreto Sacchi: due anni di reclusione, con il beneficio della semi-infermità di mente!
      (8 aprile 1918).
     
     
      I RITARDATARI
     
      Adagio, adagio, senza affannarsi e dopo lunghe ed affannose agitazioni sono arrivati anche i sanitari piemontesi del Comitato di propaganda patriottica. Hanno tenuta una riunione generale — quanti erano? — hanno sentito un discorso contro il disfattismo, si sono sciroppata la lettura di una lettera idem, ed hanno votato un ordine del giorno con il quale «protestano contro l'opera depressiva ed antinazionale svolta in parlamento e fuori da qualche collega che nel momento storico attuale, in cui è tanto sentita necessità di concordia e di spirito e sacrificio, ha cercato di svolgere un'azione o aperta o subdola, sempre nefasta, di disfattismo». E l'ordine del giorno è ancora poco vibrante in confronto alla sullodata lettera del prof. Vinaj, la quale condanna una voce maledetta che cerca di sminuire la resistenza, in nome di una ideologia trascendentale (chi sa che roba è la «trascendenza» per l'illustre Vinaj?!), che potrebbe anche nascondere gli effetti deleteri di una corruzione traditrice, subita anche inconsciamente...
      Chi è il colpevole? L'on. Maffi? Ma quanto tempo è già passato e quanto c'è voluto perché i signori sanitari si accorgessero del reato e si riscaldassero? Si capisce che hanno tanto da fare, che hanno da percepire lo stipendio dello Stato e da sostituire nella clientela privata i colleghi al fronte, che è difficile trovar subito il momento propizio per manifestare il loro patriottismo.


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Sotto la mole
1916-1920
di Antonio Gramsci
pagine 742

   





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