Pagina (309/418)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Ciò sia detto mantenendo implicito il criterio generale che i paragoni tra l'arte militare e la politica sono sempre da stabilire cum grano salis, cioè solo come stimoli al pensiero e come termini semplificativi ad absurdum: infatti nella milizia politica manca la sanzione penale implacabile per chi sbaglia o non obbedisce esattamente, manca il giudizio marziale, oltre al fatto che lo schieramento politico non è neanche lontanamente paragonabile allo schieramento militare.
      Nella lotta politica, oltre alla guerra di movimento e alla guerra d'assedio o di posizione, esistono altre forme. Il vero arditismo, cioè l'arditismo moderno, è proprio della guerra di posizione, cosí come si è rivelata nel 1914-18. Anche la guerra di movimento e la guerra di assedio dei periodi precedenti avevano i loro arditi, in un certo senso; la cavalleria leggera e pesante, i bersaglieri, ecc., le armi celeri in generale avevano in parte una funzione di arditi; cosí nell'arte di organizzare le pattuglie era contenuto il germe dell'arditismo moderno. Nella guerra d'assedio piú che nella guerra di movimento era contenuto questo germe: servizio di pattuglie piú esteso e specialmente arte di organizzare sortite improvvise e improvvisi assalti con elementi scelti.
      Un altro elemento da tener presente è questo: che nella lotta politica non bisogna scimmiottare i metodi di lotta delle classi dominanti, senza cadere in facili imboscate. Nelle lotte attuali questo fenomeno si verifica spesso: una organizzazione statale indebolita è come un esercito infiacchito; entrano in campo gli arditi, cioè le organizzazioni armate private, che hanno due compiti: usare l'illegalità, mentre lo Stato sembra rimanere nella legalità, come mezzo di riorganizzare lo Stato stesso.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Sul fascismo
di Antonio Gramsci
pagine 418

   





Stato Stato