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      Non domandate se essi ne levarono le strida, se si tornarono a raccomandare al conte del Balzo; tutto fiato buttato via: il conte, quantunque pregato e supplicato da Ermelinda, cosė avea nome sua moglie, e dalla figlia Bice ch'era il cuor suo, non ebbe mai il coraggio di pigliar le difese degli oppressi, i quali dovettero lasciarsi trascinare avanti a quel tribunale incompetente e iniquo, aspettando un giudizio che avvisavano pur troppo non poter esser altro che un assassinamento.
      Volgeva verso la sera il giorno in cui s'era trattata la causa, e il falconiere del conte stava su 'n rivellino del castello guardando gių il lago fin dove poteva giunger l'occhio se si vedesse spuntare qualcuna delle barche che doveano tornare da Bellano. Finalmente scoperse in lontananza una vela color marrone, la vide crescere, farsi vicina, vide approdare la barchetta che la portava, e si mosse sollecitamente per darne avviso al padrone.
      Stava questi in una ricca sala, seduto su 'n seggiolone a bracciuoli, colla spalliera che terminava in punta, e ai piedi di lui su d'un basso predellino si vedeva un leggiadro paggetto vispo, gaio come un amore. Condannato dal suo uffizio a starsene zitto e quieto a quel posto, il ragazzo baloccavasi di soppiatto con un grosso levriere, il quale, dimenando la coda, aguzzando gli orecchi, dando di tratto in tratto qualche salterello, qualche lancio, rispondeva a' suoi inviti.
      Il conte del Balzo era un uomo pių vicino ai cinquanta che ai quarant'anni: di sotto ad un berretto riquadrato di sciamito nero gli uscivano su i polsi due cernecchi, ch'egli avea sempre chiamati biondi fin da giovane, quand'eran rossi, e che continuava magnanimamente a chiamar biondi ancora, con tutto che fossero brizzolati tanto che il bianco oramai era il colore che dava pių nell'occhio: una faccia affilata e lentigginosa si terminava in un mento aguzzo sul quale, allorchč il conte parlava, vedevasi ballare una barbetta rada rada, corta corta, del color de' capelli: due occhietti bigi con una guardatura fra' peli aveano pur qualche fuoco, ma su quel viso di stecco, in compagnia d'una bocca artificiosamente stretta ai canti e rialzata nel mezzo, non significavano che una vanitā beata in sč stessa.


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Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





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