Pagina (39/484)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Quanto al giovane, un segreto sentimento d'orgoglio lo rendeva beato in quella compagnia. Tutti avevano ammirata la fanciulla, i più distinti garzoni di quell'adunanza avrebbero ambito a gara una parola, uno sguardo di lei; ed egli era il solo ch'ella si compiacea d'aver vicino, a cui parlava con effusione confidente, come ad un amico.
      Così quel primo incontrarsi di Ottorino con Bice, dopo tanto tempo che non s'eran più visti, la custodia che questa trovò nel garzone, la dolcezza ch'egli ebbe di lei, poterono in un tratto far crescere meravigliosamente quella dilezione quasi fraterna che si serbavano l'un l'altro, e gettar nei loro cuori il germe di un altro affetto, in che la pura benevolenza si suole tanto agevolmente trasformare.
      Una tromba diede segno che il giudizio di Dio stava per aprirsi: il giullare cessò il canto, e tutti corsero ai balconi a pigliar posto. Il conte del Balzo venne anch'egli presso la figlia, la quale rimase fra Ottorino e lui.
     
     
     
      CAPITOLO IV
     
      Sull'estremo canto della facciata del palazzo arcivescovile, tirando verso il monte, alle cui falde è posto il paese, sporgeva in fuori un ballatoio con voce germanica fra noi chiamato lobia, ed era il luogo dove si tenevano i placiti, e si pronunziavano le sentenze. Tutti gli sguardi della gente affollata alle finestre, su pei tetti, e stivata nella piazza, si volsero lassù, dove di lì a poco fur viste comparire tre persone.
      - Chi sono? - domandò Bice al padre.
      - Quel là in mezzo seduto, - rispose il Conte, - è il giudice; degli altri due che stanno in piedi, quello alla destra di lui con quella mazza d'argento è l'avvocato del monastero, l'altro lo conosci, è il Garbagnate, l'avvocato dei Limontini.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





Ottorino Bice Dio Balzo Ottorino Bice Conte Garbagnate Limontini