Pagina (141/484)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      - al che si levò un nuovo grido d'applauso per tutta la sala.
      Quando il rumore fu quieto, Marco disse alla fanciulla: - Bellissima e umanissima regina, sarò io il solo fra tutti questi vostri fedeli che debba rimanermi senza un vostro favore? se la mia domanda non è troppo superba, potrei sperare d'ottenere dalle vostre mani un nastro, una cordellina, un filo, un segno qualsisia che m'avete accettato per vostro vassallo?
      La donzella restò tutta confusa e quasi adombrata, ma il padre di lei: - Presto, - le disse, - staccati di dosso qualche cosa... qualche cosa, via... una di codeste maniglie. - Ella obbedì, si sciolse dal polso sinistro una fettuccia di seta trapunta d'oro: Marco piegò il ginocchio e la ricevette dalle sue mani.
      Levate che furono le mense, la brigata si divise in vari crocchi, e si diede a ragionare delle novità del giorno: essendosi gettato un motto di papa e di antipapa, il conte del Balzo s'impadronì tosto della ringhiera, ed ebbe campo di sciorinar tutto il suo latino, di metter fuori quanta dottrina canonica avea nella pelle; e quei giovinotti, che non sapevano più in là della loro spada e del loro cavallo, strabilivano di quella sua mirabile erudizione: ma alla lunga poi uno si stanca di ammirare; anzi non v'ha forse cosa che venga sì presto a noia, massimamente quando l'ammirazione è tutta a credenza. Gli ascoltatori s'accorsero d'aver anch'essi la lingua, e cominciarono un di qua, l'altro di là, a staccarsi dal circolo fatto intorno al dicitore, tanto che l'udienza si ridusse a tre o quattro, e questi pure il primo momento che il Conte ebbe a far pausa, svignarono con bella maniera e andarono ad unirsi ad un nuovo crocchio che s'era formato di tutti i disertori di quel primo.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





Marco Marco Balzo Conte