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      Michele riconobbe tosto la donna, si fece innanzi, e chiamatala per nome: - A che termine siam condotti? - le domandava. - Ditemi, si può egli dar qualche aiuto?
      - I soldati del Monastero hanno messo fuoco al paese, - rispondeva la spaventata, - e ammazzano quelli che danno nelle loro mani: siam disfatti, siam perduti tutti quanti: oh misericordia! che cosa m'è toccato di vedere! quest'è l'ultima notte per Limonta; il Signore vuol castigarci d'un qualche gran peccato. - Michele, - aggiunse poi con un accento supplichevole, - giacchè la provvidenza vi ha mandato, fate la carità d'aiutarmi a tirare innanzi questa bestia, che è tutto quello che mi rimane per sostentare i miei poveri figliuoli.
      Il barcaiuolo prese la corda colla man destra, si tolse sul braccio sinistro la fanciulletta, la quale prima seguitava piangendo la madre a piedi, e pareggiava a fatica i suoi spessi passolini ai concitati passi di quella; e così s'avviarono tutti insieme verso Bellagio.
      - Il Signore ve ne rimeriti, e i poveri morti, - diceva quella meschina; - la misericordia che fate alla povera vedova, la troverete all'altro mondo, e sarà tanto suffragio per l'anima buona del vostro Arrigozzo... Ah Michele! voi eravate la compassione di tutto il paese, non si parlava d'altro che della vostra disgrazia, ma domani, quanti avranno a piangere un figlio, quanti vi porteranno invidia dell'aver voi perduto il vostro come l'avete perduto!
      Egli andava innanzi col cuore serrato, gettando qualche occhiata, ora al paese in fiamme, ora al suo tugurio.


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Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





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