Pagina (167/484)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      .. andate, andate. -
      Michele non le rispose altro se non che, - Il Signore vi guardi, - e partì correndo in compagnia di Lupo. Questi, camminando sempre, gli aperse un suo progetto: vi fecero insieme alcuni cangiamenti, e ciascuno si preparò alla parte che gli toccava. Giunti presso al paese, Lupo, prendendo una via di traverso, andò a torre tre o quattro altri Limontini, armati di scuri e di coltelli, che lo stavano aspettando acquattati in una cava, e Michele, inerme affatto, senza neppure un bastone, tirò innanzi diritto verso il sagrato, dove stavan raccolti i soldati del Monastero. Appena egli fu visto comparire, che un di questi gli corse incontro colla spada sguainata per ferirlo, ma il barcaiuolo levando in alto le mani, prima che gli fosse giunto addosso, gridò: - Cerco del vostro capo, non si chiama egli il Bellebuono?
      - E che hai tu a partire col Bellebuono?
      - Ho un segreto... via, insegnami dove si trova, chè buon per te e per lui.
      - Alla peggio, - disse il soldato in cuor suo, - è un altro merlotto venuto a infilzarsi da sè, sarà un cero di più per la festa di domattina. - Or via, dunque, - soggiunse poi a voce spiegata, - villano, vien meco, - e ciò detto, lo menò nella chiesetta dov'era raccolto il povero bottino fatto in paese, e dove stavano legati colle mani dietro la schiena da sette miserabili caduti vivi in poter di quella scapestrata soldataglia, che li serbava per farne strazio: il Limontino riconobbe tosto fra que' poveretti il Messere; e giusto in quella che entrava, vide un soldataccio calargli un pugno sul capo.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





Lupo Lupo Limontini Michele Monastero Bellebuono Bellebuono Limontino Messere