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      Un picciol peso non basta egli alcuna volta a dare il tratto della bilancia? Or bene, questo picciol peso si compiaceva d'averlo egli in mano, e prometteva a sè stesso di porlo a tempo nel guscio che volea: far traboccare.
     
     
      CAPITOLO XXII
     
      La sera dell'altro dì ricomparve il Pelagrua, e confermò Lodrisio nella certezza venuta già da più bande a quest'ultimo, che non era trapelato nulla dei rigiri col Bavaro, e che questi stava per levar le tende, e pigliar la via della Germania. Racquetato così quello sleale raggiratore, e messo il suo cuore in pace su questo particolare, si rammorbidì alcun poco anche col suo cliente, ed entrò a domandargli di Bice e di Ottorino.
      - Cose grosse, - rispose il castellano di Rosate, cui non parea vero di potergli tornar in buona grazia. - Ho trovato lo scudiere del Conte, che, come sapete, è tutto cosa mia, e m'ha detto che in casa, da qualche tempo in poi, v'ha dei gran maneggi.
      - Maneggi di che sorta?
      - Maneggi di nozze.
      - E il Conte vi si piega? tutta la paura che avea di Marco, gli è passata?
      - Piegarvisi! non vi si piegherà lui, la paura non gli sarà passata; ma che vale, s'egli è tanto bue? la fanciulla pazza dietro a quel suo patito; la madre che la regge alla scoperta, e non sarebbe gran fatto che...
      - Qui bisogna farsi vivo, - interruppe Lodrisio, - e sturbar codesto parentado ad ogni costo; chè voglio ben che Marco abbia perduto il senno dietro due begli occhi, ma quand'ei sappia che la fanciulla non può più esser sua, e che non c'è remissione, entrami in tasca! smanierà, farà qualche stranezza, ne ha fatte tante; ma e poi? così lontano, col peso sulle braccia e il fumo in capo d'una novella signoria, potrà far a meno di rassegnarsi? si rassegnerà.


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Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





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