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      - Niente, dico, niente.
      - Possibile!... che fossero... Ma no, un avviso lo avrebbero dato ad ogni modo... e poi avean tante cose da ammannire pel viaggio!...
      - Oh che saranno capitati male! - sclamò Ermelinda, - saranno dati in qualche masnada!...
      - Madonna, - interruppe il castellano, - per questo riposate sopra di me, chè il paese è sicuro; sicuro, che un cavaliere può trascorrerlo di dì e di notte colla gamba sul collo del suo palafreno - (era un modo di dire di quei tempi per significare non v'esser pericolo di nemici, nè di masnadieri).
      - E poi, - entrava a dire il Conte, - essi non eran soli: oltre una damigella della sposa, Ottorino avea con sè un suo scudiere e due altre barbute che gli detti io, onde venivano ad essere due donne e quattro uomini, e quattro uomini da farla vedere a due volte tanti.
      - Ma dunque, dove saranno? dove possono essere? - insisteva angosciosamente Ermelinda.
      - Adesso diceva solo, - le rispondeva il marito, - per farvi capace che non abbiate a correr subito colla mente al peggio; del resto lo sa il Signore dove saranno... Però, sei persone, vedete bene anche voi che non possono scomparire così come se sfumassero.
      - E non potrebbero esser pericolati nel Ticino? - tornava a dire la donna.
      - Oh, no, mai più, di questi tempi non c'è piena; e poi, se ne sarebbe inteso qualche cosa: che ne dite, castellano?
      - Ma... a... a... - rispose questi con una voce strascicata levando le spalle; e parea che non avesse altro a dire; ma venendogli voltato lo sguardo in volto alla Contessa, la vide tanto costernata da quel dubbio, che per farle coraggio soggiunse tosto: - Oh sicuro, mi pare anche a me, pericolati no, se ne sarebbe sentito parlare.


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Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





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