Pagina (364/484)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      - Dite bene, - rispose il Conte, - adesso corro subito ad avvisare che se ne faccia inchiesta prima che sia compìto lo sgombero. - Uscì difatti sotto al portico per domandar del castellano, e lo trovò al tu per tu col Tremacoldo, che non gli si volea tor da dosso. Appena il buffone ebbe visto il conte del Balzo gli corse incontro, e cavandosi il berretto, di cui fece tintinnare con una scrollatina i sonagli, strisciò una riverenza giullaresca, che tenea dell'ossequio insieme e della beffa, e: - Appunto, - cominciava a dire, - stava dibattendomi con questo scalzagatto che voleva mandarmi via come si farebbe con un mascalzone, ma io che sono venuto a posta perchè ho sentito dire che Ottorino...
      - Che? sai qualche novella di lui? qua, qua, entriamo qua dentro, - disse premurosamente il Conte, e preso il Tremacoldo per una mano lo condusse seco nella sala. Ivi giunto, si volse ad Ermelinda, e: - Quest'uomo, - diceva, - sa qualche cosa dei nostri...
      La moglie del Conte corse incontro al giullare, e: - Dite! dite... - lo veniva sollecitando, - che cosa sapete? gli avete visti? avete udito parlarne?
      - Ma che cosa? ma chi? - rispose il Tremacoldo tutto maravigliato di quella gran calca che gli facevan d'intorno.
      - Dico se avete visto Ottorino e Bice, - ripetè la madre premurosamente.
      - No, visti, no.
      - E avete sentito dirne qualche cosa?
      - Sì, ho sentito dire che non erano per anco arrivati a Castelletto: dunque, pensai fra me, durerà la corte bandita; e così mi sono avviato a questa volta: un po' tardi, è vero, ma.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





Conte Tremacoldo Balzo Ottorino Conte Tremacoldo Ermelinda Conte Tremacoldo Ottorino Bice Castelletto