Pagina (390/484)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Un tramonto tanto diverso da quelli così splendidi, così sfoggiati, che l'infelice era solita contemplare dalle sue montagne, richiamò dolorosamente fra quelle il cuore di lei, che togliendosi dal verone, tornò al tavolino, su cui ardeva d'un lume rossastro e nebuloso la lucerna stata accesa da Lauretta un momento prima: s'abbandonò sulla seggiola, e sclamò: - Oh Signore! il mio tormento è troppo!
      Stettero per un istante ambedue in silenzio; poscia la buona ancella andò al terrazzino per chiuderne le imposte; quand'ecco si sente il suono d'un liuto: Lauretta riman sospesa con una mano sul battente; la padrona si mette un dito sulla bocca, tende l'orecchio, e sta in ascolto. Quell'aria malinconica non le è nuova; si leva in piedi rinfrancata, move i passi leggera leggera, viene al veroncello, sporgendo il capo per poter coglier meglio ogni nota; poi dice sotto voce a Lauretta: - È il preludio della Rondinella: ma sta, che incomincia la canzone. - In fatti si sentì una voce un po' velata dalla distanza, che accordandosi alla flebile melodia delle corde intuonò questo lamento:
     
     
      Rondinella pellegrinaChe ti posi in sul verone,
      Ricantando ogni mattinaQuella flebile canzone,
      Che vuoi dirmi in tua favella,
      Pellegrina rondinella?
     
      Solitaria nell'oblio,
      Dal tuo sposo abbandonata,
      Piangi forse al pianto mioVedovetta sconsolata?
      Piangi, piangi in tua favella,
      Pellegrina rondinella.
     
      Pur di me manco infeliceTu alle penne almen t'affidi,
      Scorri il lago e la pendice,
      Empi l'aria de' tuoi gridi,
      Tutto il giorno in tua favella


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Marco Visconti - Storia del Trecento cavata dalle cronache di quel tempo e raccontata da Tommaso Grossi
di Tommaso Grossi
Vallardi Editore Milano
1958 pagine 484

   





Lauretta Lauretta Lauretta Rondinella