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      129) è bellissima. Il lavoro sullo spato fluore lo condusse allo studio del manganese e questo lo condusse all'arsenico. Egli concatena tutto; collega sempre i fenomeni tra loro con una logica serrata, direi con una logica sperimentale. Scheele era non solo un grande sperimentatore, ma anche un filosofo nel vero senso della parola.
      Egli insegnò che la soluzione acida dell'acido arsenioso precipita coll'acido solfidrico e nel 1775 preparò l'acido arsenico dall'acido arsenioso anche con l'acqua regia, e nello stesso anno scopri l'idrogeno arsenicale, che ottenne per l'azione dell'acido arsenico sul ferro.
      Nel 1775 (Mém., t. I, p. 181-183) osservò che lo zinco trattato con soluzione di acido arsenico diventa nero e si forma molta polvere nera che riconobbe essere del regolo di arsenico; l'aria raccolta aveva odore arsenicale sgradevole, non era assorbita dall'acqua nè dalla calce, mista con aria e bruciata detonava, e la fiamma lasciava depositare delle macchie nere, l'interno del vaso in cui bruciava era pure annerito. È dunque, diceva Scheele, del gas infiammabile che tiene sciolto dell'arsenico. Era, come si vede, l'idrogeno arsenicale. Vauquelin, molti anni dopo, confermò le ricerche di Scheele.
      A Scheele si deve la scoperta di quella bella materia colorante verde che è conosciuta col nome di verde minerale o verde Scheele; è un arsenito di rame che egli ottenne dall'arsenito potassico col solfato di rame(17). È molto stabile, ed anche molto velenoso.
      Il verde Scheele è stata forse la prima materia colorante ottenuta artificialmente e di uso molto comune.


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Biografia di Carlo Guglielmo Scheele
di Icilio Guareschi
Utet Torino
1912 pagine 81

   





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