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      Tutta la chimica della prima metà del secolo XIX è piena del nome di Berzelius, e potrebbe dirsi anche tutto il secolo XIX, ed anche nei tempi presenti, se ne sentono le conseguenze. Purtroppo l'opera scientifica di questo grande chimico è ben poco conosciuta in Italia, perché presso di noi mai o quasi mai si è scritto intorno a lui, ove se ne eccettui un brevissimo cenno necrologico nell'anno della sua morte e un breve cenno biografico che io scrissi nelle mie Nozioni di analisi chimica (1898). Era più conosciuto in altri tempi; il suo nome passava di bocca in bocca anche nelle più umili farmacie, sia pure della campagna, perché in tutti i laboratori si trovavano le principali sue opere e perchè allora de' farmacisti molto colti, quali il Sembenini, il Dupré ed altri, traducevano e commentavano le sue opere. Si tradusse in italiano non solamente il suo grande Trattato di chimica(3), ma ben anco le prime annate de' suoi Jahresberichte o Rapporti Annuali(4).
      Il nome di Berzelius era popolare; nessun altro chimico, se si eccettui forse Lavoisier, ebbe tanta rinomanza e fu conosciuto da chi non era chimico. Egli era il vero patriarca della chimica; tutti volgevano lo sguardo verso il colosso del Nord, che destava l'ammirazione più profonda.
      Quando Berzelius incominciò la sua carriera scientifica, nel 1800, la chimica trovavasi ancora nello stato in cui l'aveva lasciata Lavoisier; Berzelius è stato il vero continuatore dell'opera riformatrice di Lavoisier, ch'egli ammirava e direi quasi adorava.


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Jons Jacob Berzelius e la sua opera scientifica
di Icilio Guareschi
Utet Torino
1915 pagine 398

   





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