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      Lo si può giudicare anche dalla decadenza della moralità nei romanzi e in tante altre pubblicazioni, specialmente periodiche. In tutte le famiglie si spende molto più di quanto si faceva una volta, molto più del necessario; cresciuta è la raffinatezza nel mangiare, nel vestire, nei divertimenti. Si pensa troppo al superfluo. Queste cose tutti i pensatori conoscono, tutti deplorano, ma non sanno portarvi rimedio. È stato un vero generale rilassamento della coscienza, e ne vediamo le conseguenze.
      Quei popoli i quali ora credono sia stato dannoso l'indirizzo preso dalle nazioni più ricche ed industriali da circa sessanta anni, perchè hanno essi in ogni modo tentato di imitarle? Tanto peggio che l'imitazione è stata incompleta ed imperfetta, data la natura dei diversi popoli.
      Io non ho mai troppo inneggiato all'enorme sviluppo economico ed al materialismo socialistico, mentre altri, specialmente in questi ultimi anni, innalzarono un coro di laudi e dimostrarono un continuo ed entusiastico desiderio di imitare il progresso inglese, americano, e, specialmente, tedesco. Bisogna invece abituarsi a lavorare di propria iniziativa.
      In questi ultimi venti anni si sono tenute molte conferenze e molti discorsi per dimostrare che l'insegnamento scientifico deve avere quale visione diretta: l'industria, l'applicazione. Il distinto chimico francese Albin Haller, professore alla Sorbona ed alla Scuola di chimica industriale della città di Parigi, ed altri chimici francesi, hanno sciolto inni laudatorî all'alleanza della scienza con l'applicazione, sempre prendendo l'esempio da altre nazioni, e principalmente dalla Germania.


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Jons Jacob Berzelius e la sua opera scientifica
di Icilio Guareschi
Utet Torino
1915 pagine 398

   





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