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      La formola dell'allumina H2O3 ammessa da Berzelius nel 1819 fu confermata dalle analisi di Abich(122) eseguite nel pleonasto, lo spinello, la gahnite, il ferrocronato.
      Berzelius nel render conto di questo lavoro analitico di Abich nel Jahresb., 1832, pag. 1833, s'avvide che queste analisi confermavano magnificamente la sua formola per l'allumina e tutti questi composti potevano rappresentarsi come alluminoidi: RO.R2O3 e cioè:
      lo spinello MgO. Al2O3;
      il pleonasto (MFe)O. Al2O3
      la gahnite (ZnMg)O. Al2O3
      ed analogamente il ferrocronato, ecc. L'ossido ferroso-ferrico con FeO.Fe2O3.
      Il Berzelius aveva talmente studiato tutti i corpi allora conosciuti, che egli poteva considerarli sotto i più vari aspetti e col suo istinto chimico poteva intuire la composizione di quei corpi, rimasta ignota nelle mani degli altri chimici. E giustamente il Dumas nel 1832 riguardo la determinazione del numero di atomi che entrano in un composto, scriveva(123): "Berzelius, qu'une longue étude des phénomènes les plus délicates de la chimie, avait déja familiarisé avec le facies de chaque corps, aborda le premier, dans toute son étendue, cette tâche difficile dans son Traité (ossia Essai) des proportions chimiques, qui forme une époque si importante dans la science. Dépourvu de toute règle, il fixa de sentiment le poids atomique de chaque corps, et, en général, il se laissa guider par des analogies qu'une expérience ultérieure n'a fait que confirmer". Ed era perfettamente vero.
      Giustamente può dirsi che egli stabilì le formole dell'allumina e suoi idrati quali si usano ancora oggi:


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Jons Jacob Berzelius e la sua opera scientifica
di Icilio Guareschi
Utet Torino
1915 pagine 398

   





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