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      I sali occupano il centro della serie elettrochimica fra gli acidi e le basi.
      Ammettere che ogni composto risulti di due parti, una elettropositiva e l'altra elettronegativa, significa il tentare di scoprire l'intima costituzione delle sostanze. Se queste sono formate da due soli elementi (composti di primo ordine), nessuna ipotesi occorre a stabilire le parti componenti; basta la semplice analisi. Ma quando sono formate da più elementi ed a formarli (composti di secondo ordine) hanno concorso corpi già composti, le ipotesi s'impongono
      (Aug. Piccini).
      Il Lavoisier aveva stabilito che l'ossigeno è il principio acidificatore; il Berzelius (quando ancora non si conoscevano gli acidi non ossigenati) precisò meglio la nozione di acido, definendolo la combinazione dell'ossigeno con un elemento elettronegativo; e di base, definendola la combinazione dell'ossigeno con un elemento elettropositivo. Così, SO3, CO2, N2O5 sono altrettanti acidi; CaO, PbO, Na2O, K2O altrettante basi. Quando questi corpi si combinano, l'elettricità positiva delle basi viene saturata dall'elettricità negativa degli acidi e si formano i sali in cui si trovano, l'uno in faccia all'altro, nella loro integrità, i due ossidi di polarità elettrica diversa. Donde le formole dei sali:
      CaO.SO3 KO.NO5 NaO.CO2 ecc.;
      cioè in essi l'ossigeno non si trova tutto riunito, ma nell'interno della molecola è distribuito, in rapporti determinati, fra l'elemento elettropositivo (metallo) e l'elemento elettronegativo (metalloide). Queste furono le prime formole razionali che s'introdussero nella scienza, questo fu il primo passo per investigare l'intima compagine dei composti (A. P.).


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Jons Jacob Berzelius e la sua opera scientifica
di Icilio Guareschi
Utet Torino
1915 pagine 398

   





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