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      ... Frugatemi in nome di Dio...; io non ho armi... Le vesti... le vesti non mi appartengono. Lasciatemi andare, e ve le darò... mi basta andarmene in farsetto... con i fiorini che troverete in tasca... un riscatto da principe in verità..., ma lasciatemi... lasciatemi per tutti i santi del paradiso..."
      Per quanto s'ingegnasse o dicesse, il cavallo non poteva avanzare, una mano di ferro lo teneva fermo al terreno.
      Vico Machiavelli, quantunque avesse sotto peggior cavallo del Ferruccio, avendo notato più quieto come tirando diritto dentro la macchia si venisse ad acquistare considerabile spazio di cammino, vi si era messo alla ventura, e, trovatala sgombra, potè riuscire ad arrestare il Commissario.
      Quando il Ferruccio ansante ebbe trascorsa la curva descritta dalla macchia ed ormai immaginava il Commissario lontano, con somma sua maraviglia se lo trovò di subito davanti, e, preoccupato com'era, dall'Albizzi in fuori, non gli venne fatto di vedere null'altro:
      Commissario!... Commissario!...
      prese a favellare il Ferruccio, così come l'anelito glielo concedeva; "se alla salute e all'onore della patria non si potesse, come spero, riparare, la tua testa rotolerebbe adesso per la polvere della strada."
      O capitano! siete voi! Venite, difendete il nostro Commissario. Voi siete valentuomo, voi, e l'ho sempre detto. Difendete il vostro Commissario; mi vi raccomando...
      Vile uomo! difenderti io? Di' piuttosto, perchè fuggi? Così tieni il posto alla tua fede commesso? Perchè hai lasciato Arezzo? perchè?...


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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