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      Se il soldato vive nei campi, rinnega per questo la patria? Non conserva egli sempre desiderii ed affetti di cittadino? E se abbandona la cara famiglia pei rischi della guerra, ciò non fa egli appunto per tutelarla da oltraggio straniero? Ora dunque, quando conosce a chiara prova un comando imbecille o traditore, sarà obbligato ad eseguirlo e così con le sue mani procurare un fine contrario a quello pel quale mosse dal dolce luogo dove pure lo trattenevano pietà dei parenti, dolcezza di marito, amore dei figli? Ditemene quante volete e sapete, voi non arriverete a persuadermi che il soldato che mise a cimento la vita per la libertà della patria debba obbedire come bestia insensata e feroce allorquando gli ordinano di ammazzarla.
      E per altra parte, se concedi facoltà al soldato
      , riprende il Machiavelli, "di ponderare, prima di obbedirlo, il comando (lasciamo da parte che molti ne farebbero pretesto di tradimento o d'ignavia), innanzi che l'uomo si fosse determinato a soddisfarlo, l'occasione andrebbe perduta; perocchè voi sappiate, Lupo, il destino delle battaglie pendere sovente da un minuto."
      Voi siete dotto, voi, e da tale nascete che la sapeva lunga e la sapeva contare; sicchè poco sforzo ci vuole a far comparire scempie le mie parole. - Certo che in mezzo alla battaglia, quando il capitano ordina: Avanti! - il soldato si fermi e risponda: Lasciatemi pensare; - mi sembra cosa bestiale. - E se dall'altro canto considero che intendono ridurre il soldato in condizione di arnese composto di ossa e di carne, da spingerlo avanti, indietro, da parte, senza intelletto, senza cuore; e' mi par cosa anche più bestiale della prima.


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





Machiavelli Lupo Lasciatemi