Pagina (232/1163)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Questa magnanima donna, di cui vi narrerò il pietosissimo caso, che aveva di qualche anno condotto a marito Iacopo Palmieri da Fiorenza, abitava in villa poco lontana dalla casa che fu nostra nel popolo di Dudda: - lei citavano esempio di domestica virtù; per santità di costumi venerata, dai poverelli per la sua beneficenza benedetta, a cagione della donnesca sua leggiadria a quanti la conoscevano gradita, discreta, ben parlante, amorevole. Io, da gran tempo priva di madre naturale, lei madre per elezione riveriva ed amava. Conveniva in sua casa mio padre; e talvolta, quando stava in villa a San Casciano, un messere di alto affare, a cui mi facevano baciare la mano per ossequio, dicendomi di lui infinite novelle e come avesse corso pericolo di vita per causa della libertà e lo avessero posto al martoro, come de' casi degli uomini fosse speculatore arguto, espositore eccellente, virtuoso, dabbene... lo salutavano col nome di messere Segretario... sovente ancora messere Nicolò...
      Il padre mio!
      esclama Ludovico.
      E sì che mi pareva osservare sul vostro volto sembianze a me già conte da tempi remoti...
      E mentre così la vergine favellava, il capo declinando, arrossiva. - Poco dopo riprese: "Che fa egli? vive?"
      Dio lo ha chiamato alla sua pace.
      Fortunato lui, che i suoi occhi non vedono le presenti miserie! - Siccome me lo dicevano della patria amantissimo, pietà divina certo lo tolse allo spettacolo di così profondo infortunio. - A lei dunque mi voltai interrogandola dove fosse mio padre: ed ella rispondevami starsi in luogo sicuro; non dubitassi; lo avrei riveduto un giorno, sotto cielo meno inclemente, circondato da creature più buone.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





Iacopo Palmieri Fiorenza Dudda San Casciano Segretario Nicolò Ludovico