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      - Non vi dirò delle infinite altre miserie raccolte entro cotesto luogo di dolore; solo vi voglio rammentare quell'altro matto fisso nella idea di essere il Padre eterno; - allorchè lo schiamazzo giungeva a tale ch'egli stesso se ne sentiva intronato, dalla sua stanza mandava le voci: - Silenzio! Io sono il Padre eterno, io affliggo e consolo; creature, parlate al vostro Creatore, io sovverrò alle vostre angustie. - Subito si faceva silenzio, e indi a breve scoppiavano come tuono le grida simultanee: Rendimi Nannina! - Scioglimi dal carcere fastidioso della vita! I miei danari, Padre Eterno, i miei danari coll'interesse del venti per cento e cambi di cambio! - altri altre cose. E il Padre eterno: - Che danari? Te gli ho rubati io, furfante, chè debba restituirteli? E poi come ho io a fare, se non mi trovo un picciolo in tasca? sta cheto e muori, nell'altro mondo ti donerò la luna. Se tu vuoi morire da senno, muori: io feci appunto una sola via alla vita, mille alla morte, onde ogni uomo se ne andasse a suo bell'agio al camposanto; - perchè dunque m'introni la testa? non hai pareti per ispezzarci dentro le tua ossa? non travi per appiccarti? non vetri per segarti una vena? - E tu costinci sta cheta. Nannina è in paradiso; qui intorno al mio trono svolazza cherubino bellissimo di luce; nelle tue mani sarebbe diventato un demonio nata di adulterio, moriva in postribolo, ed io te l'ho tolta; - il peccato non dà mica padronanza sopra i figliuoli; - il cielo se la prese, e il cielo non la renderà.... - E la madre: - O Dio ribaldo, tu hai condannato l'uomo alla morte perchè non l'avesti dall'amore; tu odii l'uomo perchè lo creasti solitario, - da te - con le mani fredde - di diaccio, con la terra rossa, e gli gittasti l'anima con un soffio nel naso: - se il peccato t'incresce, perchè lo hai posto nel mondo?


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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