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      Se lo uccidete dormendo, voi mi togliete più che mezza la vendetta. Svegliati su, Sassatello, svegliati per contemplare la strage del tuo figliuolo. - e morire."
      Si svegliò lo sciagurato, - stupidì, - stette per isvenire, - poi ad un tratto gli rende potente la persona una sopraumana gagliardia; - è sbalzato su in piedi, - ha stretto una mazza d'arme, - abbassa colpi a destra e a sinistra, si versa intorno al letto come serpente col suo corpo flessibile. Affannosa, - anelante, - pure ricupera la voce e, "Eustachio," grida, "svegliati, difenditi, figlio mio... noi siamo morti."
      Il giovinetto sonnacchioso:
      Padre, che hai? - ma sentendo il fragore delle armi, spalanca gli occhi, vede il pericolo e, ghermita dal capo del letto una spada, si pone con un ginocchio piegato a difendere francamente la sua vita.
      Santi del paradiso, venite in soccorso di noi!
      esclama il padre pur tattavia menando le mani.
      I santi si chiudono le orecchie alle preghiere dei traditori
      , gli gridano dintorno.
      E il padre desolato continuava:
      Sciarra, Smeraldo, - aiuto!... aiuto!
      I tuoi gridi non gli faranno venire, - noi gli abbiamo ammazzati.
      Amor di padre lo costringe a volgere la faccia, e contempla il Morticino, il quale, copertosi con la rotella la testa, drizzata la punta della spada, spia il momento di cacciarla nel costato al figliuolo; - egli distende la manca e, forte abbrancando l'Antinori pel collo,
      Cane, indietro!
      grida, - "non me lo ferire, - egli è innocente."
      Mentre così intende in altra parte, i nemici che gli stavano di fronte trovano la via a impiagarlo sul capo e su la guancia; egli però non se ne accorge o non se ne cura, badando pur sempre a tener fermo l'Antinori.


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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