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      - Ordinava pertanto la ritirata.
      I Fiorentini, postisi in mezzo i prigionieri, s'incamminano verso Firenze. Il giorno gli sorprese a mezza strada, sicchè ai primi albori poterono distinguere i volti di quelli che menavano legati. Il caso volle che il Morticino guardandosi attorno scorgesse prossimo a sè Giovanni da Sassatello, il quale alla meglio fasciato procedeva col volto chino immerso dentro inenarrabile dolore. L'Antinori non conosceva quel senso di gentilezza che mai non si scompagna dai forti davvero, e che consiste, quando il nemico è caduto, ad ammollire il cuore e a dirgli: Basta. - Vendetta fino alla fossa, ed anco oltre la fossa, era la religione sua se del tossico preparato al nemico una sola stilla si fosse smarrita, a lui pareva non avere nulla ottenuto. Con pronti passi gli venne dietro, e violentemente percossolo sopra la spalla:
      Capitano Giovanni da Sassatello
      , gridò tra beffardo e feroce, "Dio vi mandi molti giorni simili a questo."
      Il Sassatello levò la faccia come smemorato, ma all'apparire improvviso di cotesto uomo sinistro, l'anima dolorosa rammentò distinti i casi della orribile notte; - il raggio estremo della lampada riflesso su la spada calata contro il collo del figlio torna a balenare su la tenebra del suo pensiero, - l'ira, la pietà, la paura riarsero dentro di lui, e senza profferir motto, furibondo tentò rompere i legami per darsi la morte.
      Badatelo
      , ordinava il Castiglione, "l'empio ladrone deve lasciare la testa sul patibolo."
      Oh! no
      , risponde l'Antinori, "Dante, lasciamolo andare.


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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