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      Se il suo spirito ricava d'altronde che da voi, o frate, la sua pace, il vostro ufficio torna inutile, come lo sarebbe il tuo, o carnefice, se in questo punto ei morisse. Frate, non gl'invidiate il sonno; Dio sa come l'anima nostra si consoli meglio dell'uomo assai, nè quel sopore lo addormenta senza consiglio divino; voi fareste contro al vostro ministero svegliandolo, poichè lo contristereste; pregate basso; lo sovverrete quando vi chiamerà. Per te poi, o carnefice, se il cielo abbia sede anco per te dubito forte: ma se tu speri nella misericordia divina, aspetta senza moverti dal tuo posto che la giustizia umana ti getti una vittima da sagrificare, e aspettala col cuore mesto, come se la sventura ti aggiungesse; e sappi che qualunque passo tu moverai incontro alla tua vittima, quel passo come delitto ti sarà contato nel libro delle colpe."
      Il cappuccino piegò umile il collo e rispose con voce soave:
      Fratello, la vostra parola è buona; aspetterò che mi chiami; intanto io pregherò per lui.
      Il carnefice si accovacciò come un mastino minacciato di percosse e brontolava tra i denti:
      Alla fine dei conti il mio viso somiglia quello degli altri; - prima o poi mi ha da vedere e sentire.
      Quando Lorenzo si risvegliò, si guardò ansiosamente dintorno e non vide più il Castiglione: un suono languido gli uscì a fiore di labbra che disse:
      Ahimè sono solo! - Mi hanno tutti abbandonato!
      Dio è con te, fratello!
      rispose il cappuccino, e gli pose davanti gli occhi il crocifisso, il quale preso tosto dal Soderini, lo baciò con intentissimo affetto.


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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