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      Allo approssimarsi del verno, più che altrove, diviene squallida la natura su i monti, - il vento si agita inquieto giù per le valli, - lungo le forre, e il mormorio che nasce dalle foglie cadute menate in volta e diffondentesi per tanto spazio di paese, rassembra un lamento che mandino gli alberi e la terra nel vedersi rapire la bella veste di cui andarono superbi nelle migliori stagioni dell'anno.
      Una sera dei primi giorni del verno, all'ora del crepuscolo, - in quel momento in cui la luce e le tenebre si contendono il cielo, - e l'anima umana vacilla tra le cure della vita e i pensieri della eternità, - in cotesto istante, che anche all'assassino viene involontaria una preghiera della infanzia su i labbri, e nel cuore un pensiero per la madre che lo amò tanto, - in quell'ora di mestizia e di pace, Lucantonio si presentò al metato(341) della casa nuova. Teneva in collo, sorreggendola col braccio destro, Annalena, che dalla pieghevolezza dei contorni sembrava addormentata, se non che la destra le pendeva inerte lungo il fianco, la manca dietro il dorso del vecchio, - e questi si aiutava sorreggendosi forte al bastone, - il capo aveva scoperto, - i suoi capelli bianchissimi si disegnavano nella porpora del crepuscolo, gli avresti detti tinti nel sangue.
      Giunto in mezzo al metato, volgendosi ai montanari quivi raccolti, con ferma voce e non pertanto sinistra domandò se alcuno di loro per amore della Madonna e per i suoi danari avesse voluto accompagnarlo al piano delle Vergini con palo e zappa, onde assisterlo in un'opera pia.


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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