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      Se l'uomo calpesta il mattone, non vi lascia l'orma - e il mattone non soffre: all'opposto l'uomo si curva gemendo sotto il piede di chi lo calpesta e non sa aiutarsi. - Lunga è la vita del mattone, sicchè può sostenere, fatte cadaveri, due o quattro generazioni di coloro che lo hanno calpestato. - La vita dell'uomo passa come ombra, e spesso egli muore nella rabbia di contemplare avventuroso il suo oppressore.
     
     
      L'uomo si consuma nell'angoscia: - quando intendeste voi che il mattone gridasse: ahimè? - Se il mattone diventa rosso, ciò è perchè il fuoco lo cuoce: - l'uomo poi si fa vermiglio a cagione della vergogna o del sangue.
     
      E l'uomo è vinto dal fuoco, dall'acqua, - da tutti gli elementi, - ma il mattone gli sfida per tempi immemorabili. Però l'uomo è più duro del mattone in una parte sola, - nel mezzo del cuore.
     
      E se poni il mattone accanto al mattone, vi stanno quieti, nè il fratello dice al fratello: Fatti in là. - Poni l'uomo insieme coll'uomo, e si divoreranno tra loro - ma l'uomo ragiona.
     
     
      Il mattone rotto si tramuta in sassi; co' sassi qualche volta si uccidono i re(365), qualche volta anche i papi(366). - I sassi somministrano armi al popolo quando un giorno lo prende fastidio di servire da gregge. I tiranni temono più i sassi dei pugnali. - Ora a che è buono l'uomo quando ha chiusi gli occhi alla luce?
     
     
      Io sono la terra, - la terra antica, - ma figlia sommessa alla mia genitrice natura; pure il mattone è il figlio della mia tenerezza: io non mi sono mai vergognata di lui.


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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