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      Dammi i fiorini...
      Il sangue inebria al pari del vino; e più il vino è generoso, - e il sangue ci appartiene dappresso, - tanto meglio l'uno inebria chi lo beve, - tanto meglio inebria l'altro chi lo versa: - quello che adesso sgorga è sangue di padre!
      Non vuoi tu darmi i fiorini? Prendi dunque, Bono; - prendi, messer Bono Boni; - prendi, prendi.
      Il cranio va ai fieri colpi sbrizzato, - un lembo di cervello si versa oscenamente pel viso a Bono Boni, - il rantolo prorompe fumoso di sangue dalle fauci di lui; e il suo figliuolo continua a martellargli rabbioso sul capo, - poi si fermò e gli disse::
      Ora vuoi tu darmi i fiorini? - Non rispondi? No? Io tornerò a domandartelo tre volte e poi riprenderò le percosse più forti di prima.
      E siccome dopo la triplicata, interrogazione il padre non rispondeva nulla, il figliuolo si avvisò esaminargli la testa. Vista che l'ebbe, scoppiò in altissime risa...
      Vedi ve'; - chi avrebbe creduto che questo capo contenesse tanto cervello?
      E poi in suono lieto continua: "Certo ora non può egli rispondermi: prendili o lasciali stare, - non dirà più nulla mai: - io posso portarli via a bell'agio."
      E ne tolse piene le pugna e accorse alla casa della meretrice, la quale non aborrì dalla moneta insanguinata nè del contatto del parricida; - e sciolta appena dalle braccia di lui si affrettò a denunziarlo al bargello, empiendo le mani di nuovo denaro - e sanguinoso ancora egli. - Ora coloro che in versi o in prosa ebbero coraggio di paragonare l'uomo al tigre mi dicano in coscienza se non ne sentono pentimento e rimorso.


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L'Assedio di Firenze
di Francesco Domenico Guerrazzi
Libreria Dante Alighieri Milano
1869 pagine 1163

   





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