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      Non fu il popolo, non noi, che respingemmo la Unitą affermata col nostro sangue, e con lo spirito della nostra vita; certo non noi, che la predicavamo allorchč i pił pietosi fra coloro i quali se ne vantano adesso, ci commiseravano per folli: non fu il popolo, nč noi che consegnammo Nizza e Savoia. - Voi lo vedete, questo č taglio che non si rimargina per tempo; rimarrą aperto, e sanguinoso finchč i nostri fratelli separati dalla violenza e dalla frode non tornino al seno della madre per virtł di amore, e di diritto.
      La Francia imperiale, io lo vado ripetendo spesso, a' termini del negoziato ha ragione; ella ha ragione pel torto di quelli che indegnamente ci rappresentarono: non posero essi in iscritto lei avere giusta causa per sospettare d'Italia? La Francia imperiale, maravigliando, non vide stipulare dai magni guidatori del risorgimento italico la necessitą in lei di agguantare parte d'Italia alla stregua che questa andava ricostruendosi? Io non vo' rompere in detti impetuosi, mi reggo con ambe le mani il seno per comprimere i palpiti del cuore; ma chi questo immaginņ e compģ, non merita certo fama di uomo di stato, nč di patriotta, nč di cittadino italiano; adesso l'errore con lo irrequieto stridere, infesta noi veterani della libertą; i moderati hanno messo su fabbrica di uomini grandi; avendo veduto lavorare mattoni pensarono che i grandi uomini si facessero a quel modo, pigliando una manata di argilla, e cacciatala dentro alla forma spianarla; poi risecca alquanto al sole, cuocerla nella fornace, donde estratta, mettere su mucchio di uomini grandi, e di mattoni.


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Lo assedio di Roma
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Zecchini Livorno
1864 pagine 838

   





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