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      I volgari reputano queste arti di regno, e lo sono, ma pei tiranni, nè sopra la tirannide fu posto mai fondamento stabile di monarchia; ad ogni modo se nei principii ti senti trabalzato a offendere la libertà, tirati presto indietro, e procura ottenerne il perdono, imperciocchè le ferite che le farai rimargineranno presto, ma la cicatrice durerà; per la quale cosa con la memoria della offesa si perpetua il desiderio della vendetta. -
      Quali i pensieri del primo Napoleone su i preti più volte fu esposto, che impossibile è governare stati con le stupide cattiverie loro; dov'essi toccano, la terra sterilisce, le anime intristiscono; capitano della repubblica, egli tolse loro gran parte di terra a Tolentino, imperatore, tutta; anch'egli, come tu, scemando meritamente nella estimazione dei popoli, si volse al passato per acquistare potenza contro l'avvenire, e qui, la sua mente si ottenebrò essendo l'avvenire tale onda contro cui ripe, nè argini valgono, chè ella o li strappa, o li rode, o con acque concitate passa loro di sopra. Quantunque costasse amaro alla sua superbia, egli acconsentì curvarsi ai piedi del sacerdote perchè altri si prostrasse davanti ai suoi; pensò mostrarsi servo un'ora per diventare padrone un secolo; egli pretese tôrre di sotto al prete la fune ond'ei lega le anime, e il prete, mentre gli cingeva la corona, gli adattava il laccio della sua fune al collo. Napoleone intantochè alienata da sè la libertà s'industria ingagliardirsi col passato, percosso dall'alito mortale perde gran parte di vita; la statua giacente su la terra, e ch'egli ripone con le proprie mani sopra la base, gli casca addosso, e se non sola, aggiunto il suo al peso di altri, l'opprime.


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Lo assedio di Roma
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Zecchini Livorno
1864 pagine 838

   





Napoleone Tolentino