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      Se Urbano chiuso tempestasse, maledicesse, e scomunicasse non importa dire; tre volte in capo al dė si affacciava dalle mura, e a suono di campanello, in mezzo alle fumose vampe delle torce di pece avventava l'anatema contro Carlo. Cinque Cardinali che si trovavano seco attentaronsi dirgli, che campanelli, e torce, e scomuniche valgono contro cui le teme, ma ben'altri argomenti ci vogliono quando questi non approdano: si accordasse. Il Papa sospettando fossero contaminati gli fece in un'attimo appiccare per le braccia alla corda; intanto egli passeggiava recitando il breviario, e di ora in ora interrompeva la lettura confortandoli a palesare il tradimento; cosė un pezzo finchč cotesti meschini risoluti significarono, che non sentendosi in colpa, nč manco potevano confessarla; allora fatta dalle braccia attorcere la fune al collo di loro il santo padre ordinō gli strangolassero: aggiungono altresė che messi in pezzi e seccati i cadaveri nei forni n'empė parecchie valigie le quali dipinte a teschi, e a stinchi, e coronate col cappello cardinalizio poste su le groppe ai muli lo precedessero insieme con la triplice croce; questa per procacciarsi venerazione, quelle terrore: tuttavia parte con inganni, e parte per virtų di Ramondello Orsino e di Tommaso Sanseverino si sottraeva al presente pericolo rifugiandosi a Genova. Carlo lascia Napoli e va re in Ungheria; cola č morto; nella Chiesa di santo Andrea gli danno sepoltura cristiana, dove lo fa levare il Papa perō che come colpito di anatema non potesse giacere in sacrato.


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Lo assedio di Roma
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Zecchini Livorno
1864 pagine 838

   





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