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      Ultime, e inferme. Gl'ingegneri non avendo saputo adempire lo ufficio loro a dovere o voluto, il Garibaldi li prese in sospetto per modo che ordinava in villa Spada li custodissero, li vigilassero, ed egli fu che dispose la seconda linea, e l'ala sinistra a dare aspro rimbecco al nemico, approfittandosi del colle del Pino per piantarci una batteria di un'obice, e tre cannoni di diverso calibro, siccome un'altra ne piantò al Fontanone parimente di un'obice, e di cinque cannoni da 24, da 18, e da 12 libre di gittata: ancora, armava una batteria di tre pezzi di artiglieria davanti alla villa Spada, ed una seconda tra l'angolo della Cortina e il muro Aureliano; munì eziandio San Pietro Montorio con due cannoni. Le artiglierie dal monte Testaceo, e da Santa Saba furono trasferite su l'Aventino; il Vascello quasi promontorio battuto dalla tempesta sporgeva dall'estrema destra sentinella avanzata della nuova difesa.
      Qui si rinnuova più acerba che mai la rampogna al governo romano, e peculiarmente al Mazzini di avere prolungato le difese, imperciocchè le regole della milizia persuadano a cedere la piazza una volta, tosto che vengano coronate le brecce; ed è vero, ma vero è del pari, che tanto più merita lode il capitano, il quale dura imperterrito, finchè l'anima gli basti. E poi adesso si trattava di lasciare (dacchè altro non si poteva,) ricordo fruttuoso ai Francesi di quanto ardissero pochi Italiani appena usi alle armi, quasi inermi, e sprovvisti; nè questo ricordo andrà perduto, comecchè forse se ne avvantaggerà cui meno meriterebbe; e avverti ancora, che l'alea correva asso o sei; conciossiachè nonostante le furbesche gagliofferie dei Francesi si comprendesse ottimamente, che eglino intendevano rimetterci il Prete netto; ora il Prete non può governare, eccettochè tiranno essendo la libertà, e il pensiero affrancato titoli di ribellione contra di lui; una sola libertà ti consentono i Preti, quella d'imbestiarti dentro ogni infamia, chè quanto più ti abietti e più gli diventi schiavo; abbassa pure la tua anima al pavimento, che egli te la passeggerà più sicuro.


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Lo assedio di Roma
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Zecchini Livorno
1864 pagine 838

   





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