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      Il popolo conservò la memoria del successo, e ne compose un proverbio. Se a cotesti tempi costumavano i Giornali non avrebbero mancato assicurare che i deputati di Siena avevano risposto allo appello con grida frenetiche o per lo meno entusiastiche.
      (30) Cellini, loc. cit.
      (31) Laggiù tra i Piemontesi dicono tasso. Ci siamo arrangolati a capacitare cotesti buoni fratelli nostri come qualmente il tasso sia una bestia, che dorme assai, di cui occorrono due specie tasso cane, e tasso porco, il quale è anco buono a mangiare: gli abbiamo avvertiti altresì, che il tasso è un'albero, e tutto invano; tasso in Piemonte significa saggio, pro, interesse, frutto, ragione, e cambio, per la quale cosa, ed in virtù della egemonia piemontese si hanno a tirare in mezzo di strada tutte quelle parole italiane vecchie, e valerci di questa piemontese nuova. E già parecchi Toscani con docilità non mai commendevole a bastanza nelle splendide scritture, e dicerie loro bellamente l'adoperano.
      (32) Quanto qui adombriamo adesso è oscuro. Il tempo lo chiarirà.
      (33) Anabasi, 1. 3. c. 2.
      (34) Il rescritto tutto di mano di Cosimo I suona così: "veggasi, e provveggasi, ci si spendano attorno fino a trecento scudi, e non vi si facciano mangerie."
      (35) Le economie magnificate dal Ministero sovente sonano scherzo amaro levando a mo' di esempio 5 milioni, e dovrebbero essere 10, dalle spese ordinarie, e portandoli nelle straordinarie per sopperire alle garanzie assunte dallo Stato in pro dei concessionarii delle Strade Ferrate.


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Lo assedio di Roma
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Zecchini Livorno
1864 pagine 838

   





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