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      – Talora sul tramontare del sole, vestito di un giustacore di pelle, sopra povero ronzino si metteva traverso la strada, e chiunque passava, a nome di Tacco da Torrita suo padrone, pregava ad accettare per quella notte albergo al castello; poi sè stesso per signore godeva manifestare, e l'ospite, se era povero, secondo il suo avere mandava contento.
      Spesso avvenne che i Conti di Santa Fiora mettessero gran corte, e la facessero bandire all'intorno; – vituperio irreparabile! le tavole loro furono deserte, mentre in quei giorni medesimi non mancarono ospiti a Torrita; perchè dovete sapere, bel Cavaliere, che si vuole in donare arte finissima, che non può insegnarsi, ma viene dalla natura, come la bellezza del corpo; donando ad altri dimostri te più potente di lui," e qui Ghino alzò il dito, onde Rogiero ponesse attenzione, "e gli uomini mal volentieri perdonano qualunque specie di superiorità; il dono il più delle volte si parte dalla superbia del donante, e si fonda su la umiltà del donato; quindi non fa maraviglia se così spesso tu odi parlare d'ingratitudine con non retto consiglio, che il presente del signore più che benefizio è obbrobrio per l'umile, e per avere più argento di lui stima comprargli l'anima a contanti: quella leggiadria, quell'affabilità di riso, per le quali la propria piccolezza non sentiamo, o non rammentiamo, che su quel subito persuadono che accettando fai piacere a cui offre, e ricusando gli daresti sconforto, onde per un senso gentile tu ti trovi costretto ad accettare l'altrui cortesia, sono cose, come io vi diceva, bel Cavaliere, da ammirarsi, ma non da insegnarsi.


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La battaglia di Benevento
Storia del secolo XIII
di Francesco Domenico Guerrazzi
Le Monnier Firenze
1852 pagine 699

   





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