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      Mi avevano assicurato che voi mi avreste bandita da casa vostra... questa onta, voi intendete, è insopportabile per una gentildonna romana...
      - Certo, farvi moglie del mio figliuolo primogenito sul quale aveva riposto ogni mia tenerezza come ogni mio orgoglio, - senza pure impetrare il mio consenso, - anzi senza domandarmi la benedizione paterna: - ma che parlo di benedizione e di consenso? senza pur farmene un semplice motto, - parmi tale oblìo di ogni autorità, - tale un disprezzo di qualunque reverenza, che il cuore di un padre non può astenersi di gemerne profondamente. In quanto poi al cacciarvi dalla mia presenza, perdonate, - ma la mia nuora, come colei che sente essere gentildonna romana, dovrebbe sapere, che un barone romano non può mai mancare di cortesia verso una donna, anche quando potesse riuscirgli per avventura molesta...
      E siccome Luisa, punta dalla sottile allusione al suo umile lignaggio, stava per rispondere con vivezza, l'astuto vecchio, che bene se ne accorse dal colore vermiglio che le si diffuse su per le guance, si affrettava soggiungere con voce soavissima:
      - Molto più che avendo voi sortito onesti natali, e predicandovi la fama valorosa donna, io non avrei trovato ragionevole causa per oppormi a queste nozze. Neppure avrebbero fatto ostacolo le mediocri sostanze della vostra famiglia sia perchè la mia casa non ne abbisogni, sia perchè la fortuna faccia delle ricchezze come il mare delle acque, che ne cuopre e ne discuopre i lidi senza posa; e a me talentò sempre piuttosto virtù senza danaro, che dovizie con superbia, con malignità, o con istolidezza.


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Beatrice Cènci
Storia del secolo XVI
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Vannucchi Pisa
1854 pagine 814

   





Luisa