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      Quale di questi fanciulli farà testimonianza ch'egli nasce da me? Tutto si fonda sopra la fede: vetro fragilissimo! Ora come mi affiderei alla lingua della donna fraudolenta, di cui le parole sono lacci tesi per condurre al vituperio, e alla morte?
      Luisa non sapeva che cosa avesse a capire in cotesto discorso, e se ne stava come trasecolata. Giacomo con ghigno amaro soggiungeva:
      - Comprendo bene che un uomo, quale mi sono io, incapace di provvedere alla sussistenza della propria famiglia, ceppo sterile, e roso dagl'insetti; che suda da tutti i pori la maledizione di Dio... inutile, insomma, o funesto, deva ispirare disprezzo... e comprendo ancora, e provo come il disprezzo uccida lo amore, e generi l'odio. Ma perchè onestare con l'audacia il misfatto? Perchè convenire la propria colpa in sasso, e lapidarne lo innocente? Bastava, io credo, avermi preso a vile, cuoprirmi di vergogna, senza spingermi perfidamente contra un turbine di male parole, che a modo di polvere accecandomi gli occhi, m'impedisse vedere il vostro delitto.
      - Giacomo, a cui favellate voi?
      - State tranquilla, io non sono venuto qua per maledirvi; ma solo per dichiararvi che voi avete potuto gettare la disperazione nell'anima mia, non già ingannarmi. Adesso le parole bastano... - adesso, che si spandono come fumo di fiamma spenta... tutto è detto fra noi... - e di nuovo faceva atto di andare.
      - Giacomo non partite; per la fede di gentiluomo onorato, non partite. Quando le parole, come la nuvola che contiene il fulmine, portano nella loro oscurità la distruzione della fama d'una creatura di Dio.


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Beatrice Cènci
Storia del secolo XVI
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Vannucchi Pisa
1854 pagine 814

   





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