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      Bel mestiere, per dio! I fanciulli m'inseguirebbero con gl'improperii per le vie; gli adulti mi tentennerebbero il capo dietro come a miserabile ribaldo. Potrei vendicarmi; - sì, alzare la mia vergogna come un gonfalone perchè possano vederla anche i più lontani. I tempi non somministrano campo ad atti generosi, nè a studii onesti. La Inquisizione aborre gente che sappia; ella vuole gente che creda: or via, da bravo; consuma qualche rubbio di grano; divora qualche quarto di bove; per uno che sei popola il mondo di quattro, o cinque, od otto infelici; accendi parecchi moccoli ai santi, recita alcune dozzine di rosarii, e muori. Ma no... ti si apre il cammino per farti degno di fama; con che? Con le armi forse? Ingiuria partorisce ingiuria; la maladizione scrive, e la vendetta legge. Con gli studii? Oh! questa è una via, che dalla ignoranza conduce diritto allo errore. Se ti mantieni ignorante, e tu cammini pel buio; se ti erudisci, l'anima si circonda col cilizio del dubbio. E poi, che cosa avvertirà i posteri del tuo sentiero nella vita? La lapide finchè le grappe la terranno su per la parete, o finchè i piedi non l'avranno logorata sul pavimento della chiesa. E ai posteri che cosa importerà di te? Importa a te dei tuoi avi? Non li conosci. Pei tempi che corrono, però, tu puoi scegliere tra la stupidità e la ferocia: - e se io non volessi essere stupido, nè feroce? Se io gitterò via questa vita, che mi tribola, Dio mi condannerà? Perchè?... Egli mi aveva concessa una tazza colma di esistenza, e grazie gli sieno; parte ne ho bevuta, e parte io rovescio a terra - facendone libazione agli Dei.


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Beatrice Cènci
Storia del secolo XVI
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Vannucchi Pisa
1854 pagine 814

   





Inquisizione Dio