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      La povera creatura non vi può intendere; gli è sordo-mutolo di nascita, ma con quattro ammicchi vi sbrigo.
      Il Conte, dubitando essere tolto a scherno, stava per dare tale un suo ricordo alla trista all'oste traditore, che se ne sarebbe rammentato per tutto il tempo della vita; ma questi incominciò ad armeggiare con le mani tanto, che parve avere fatto capire il ragazzo: se non che il sordo-muto sbadigliava stendendo le braccia, e con altri moti dimostrava repugnanza a partire. Allora l'oste, a guisa di perorazione, aggiunse al suo discorso un prenderlo per l'orecchio destro, e un trarlo giù dalla catasta dandogli al punto stesso un calcio solennissimo, che lo mandò a rotolare contro la porta. Da tutto questo il ragazzo potè comprendere, che si trattava di affare di premura.
      Messi i cavalli in istalla scaricano le carra apparecchiando fardelli, e funi per adattarli a soma sui muli. Le donne e Bernardino furono fatti salire in una stanza al primo piano, e lì chiusi. Il Conte aggirandosi sospettoso, da per tutto spiava.
      Il ragazzo corse buon tratto su per una viuzza: quivi si fermò, e voltatosi dalla parte della osteria stese la destra col pugno; chiuso in atto di minaccia, come costumano le scimmie quando le piglia il dispetto: poi spiccò un salto, e via, a modo di capriolo, per la costa del monte Santo Elia, che dalla Ferrata mena a Rio Freddo.
      La salita, malagevole dapprima, incominciò a diventare aspra, e finalmente dirotta. Il ragazzo non aveva rimesso punto dello ardore, e balzando di greppo in greppo sembrava piuttosto volare che correre.


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Beatrice Cènci
Storia del secolo XVI
di Francesco Domenico Guerrazzi
Tipografia Vannucchi Pisa
1854 pagine 814

   





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