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      - Il cuore di una donna, di una moglie, in mano al marito è forse la farfalla nelle dita del tristo fanciullo, che le strappa ora un'ala, ora un'altra, e poi lacerata la calpesta ridendo?
      Colei così placida di pace beata; - ella poi torbida, di ciglia truci, e minaccevole sempre!
      Ma anch'io una volta fui festosa, tutta moto, tutta canto, come un uccello di primavera. Chi mi avventò nel cuore l'aspide della gelosia? Chi convertiva la mia anima in un nido di vipere? Oh! se la speranza di potermelo stringere al seno dilettissimo amante mi arridesse; se la sua carezza mi blandisse, forse non tornerebbe il sorriso al mio pallido volto? Questa mia fronte sgombra dai delirii di sangue non tornerebbe pacata? - Prova almeno, Salviati, prova, e poi dannami ai miei infelici destini.
      Colei, se giunge, supera appena il diciottesimo anno; - ella oltrepassa il suo ventesimosesto...(10)
      Di quanto ella avanza il suo ventesimosesto anno? - Non osa dirlo nemmeno a se stessa. Questa età la spaventa come un ammasso più terribile assai del capo di Medusa, di cui le frazioni le compariscono atroci, sibilanti, velenose, quanto le serpi che compongono le chiome di quel teschio infernale. - Ogni altra sua angoscia di natura più psicologica potè essere da lei meditata e discorsa, ma le cifre constituenti il numero dei suoi anni, simili al mane techel fares del convito di Baldassarre, le impiombano il sangue, le comprimono il pensiero, la vista si perde fra mille scintille di fuoco, un tintinnio molesto le martella le orecchie.


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Scritti
di Francesco Domenico Guerrazzi
Le Monnier Firenze
1847 pagine 469

   





Salviati Medusa Baldassarre