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      Adesso lo sciagurato non conta più i danari: a piene mani tuffa nella cassa altrui, a piene mani dà la pecunia sottratta in balía della fortuna, che se la porta come l'uragano delle Alpi la neve minuta.
      Certa notte, dopo una perdita tale che agli stessi giuocatori colà convenuti pose spavento, sicchè gli avevano fatto cerchio all'intorno lasciandolo solo, quasi soldato invaso dal furore della morte sopra la breccia, - la voce del servo che disse: "Signori, il giuoco è terminato!" gli traforò le orecchie crudele come la operazione del trapano; traballò a modo di epilettico, e comprimendo un singulto nervoso ch'ebbe a rompergli la gola, uscì dalla stanza, e si strascinò verso le scale. Prima di scendere appose la fronte bollente allo stipite di marmo per ricavarne un po' di refrigerio. Mentre stando così appoggiato lo assalivano le amarezze della morte, una mano gli batte lieve lieve sopra le spalle. Il sangue a guisa di lavacro di piombo fuso lo percorse intero dal capo alle piante ricercandogli ogni vena più minuta, ogni più sottile vaso linfatico; non ardisce muoversi nè aprire gli occhi; quando una voce di compassione gli susurra dimessa:
      Ahi! tristo voi, come siete tradito!
      Tradito io? E da chi? E come?
      Se io vi sapessi meno forte, mi parrebbe quasi carità tacere; - ma voi altri siete spiriti gagliardi, e stasera n'ebbi prova al giuoco, sicchè non dubito porgervi la medicina: a tutt'altro riuscirebbe troppo violenta, - ma voi guarirà...
      Infine parlate.
      Voi amate...?
      Chi ve lo ha detto?


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Scritti
di Francesco Domenico Guerrazzi
Le Monnier Firenze
1847 pagine 469

   





Alpi