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      Vigoroso di amore e di giovanezza egli se la stringe al seno ed esclama: "Non importa; quando anche tu mi venissi dal sepolcro ti scalderò fra le mie braccia." - Adesso gli aneliti dei loro labbri si confondono: - i baci ai baci! - e nel tripudio di quelle carezze il giovane prorompe: - "Non avvampi? non senti ancora le fiamme del mio cuore?"
      Amore li stringe più forte, le lacrime scorrono nella voluttà: - avidissima ella liba le fiamme dalla sua bocca, e i sensi loro confusi sembrano tramutati dall'uno nell'altra. La violenza amorosa riscalda d'insolito fuoco il gelato suo sangue, ma non le palpita il cuore nel seno.
      Frattanto pei lunghi corridori tacita si avanza la madre, che per consueta vigilanza domestica percorreva la casa. - Uno strano mormorio la percuote; - si avvicina alla porta, e si pone in ascolto: - ode voci di giubbilo, - voci di lamento, - intende i nomi di sposo e di sposa, - e la frenesia di un delirio voluttuoso. - Rimane immobile alla porta, non ardisce entrare prima di chiarire meglio quanto le sembra.
      Nuovamente si pone in ascolto alla porta, e fremendo ode i solenni giuramenti dell'amore, e parole e carezze di affetto; quindi gioconda una voce: - "Silenzio! - il gallo si desta..... giurami tornare la notte ventura; e un replicare: "lo giuro, addio." E baci sopra baci.....
      Nè più raffrena la genitrice lo sdegno; - apre furente la porta, e: "Chi delle mie schiave ardisce lasciarsi pronta alle voglie dello straniero, che accolgo nel letto ospitale?" - Quindi s'inoltra, e al chiarore della lampada scorge: - o Dio!


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Scritti
di Francesco Domenico Guerrazzi
Le Monnier Firenze
1847 pagine 469

   





Dio