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      Sembri la Vita;... scintilla di eternoLume... di vile umor figlia, che splende
      Nell'ombre: - sembri il tempo, che misuraI pianti lunghi, il breve gaudio, e scava
      Le fosse. - O tempo, o vita, e che mai siete?
      D'immota eternità mobili figli(128),
      Tenebra di sepolcro, ombra di morte. -
      Ma ed io sarò un eterno? Qui di formaMuta tutto e non muore. E il mio giudicio?..,
      La mano tinta di fraterno sangueArderà nell'Inferno... io fratricida...
      No, - non sarò(129). Fratello, vivi, e quandoNe dovessi esser morto, e a vituperio
      Per le vie tratto, e alfin gittato ai fossi, -
      Vivi: - ciò tu non sai, ma io ne son lieto.
      Dunque vero è che un oprar bello, ov'altroManchi conforto, alto a se stesso è premio?
      Ma io non posso esser giusto, - non posso.
      Nello... Guido!
     
     
     
      SCENA II.
     
      NELLO, GUIDO, E DETTO.
     
      NelloMessere.
      GualfrediIl figliuol mio?
      NelloNon giunse ancora alle paterne case.
      GualfrediVagare innanzi dì per la foresta
      Forse disio prendevalo?
      NelloMessere,
      Noi l'aspettammo tutta notte indarno.
      GualfrediChe!... gran Dio! Certo un qualche grave malo
      Lo incolse... in qualche perigliosa impresaSi cacciò male ardito... ahi! forse ei cadde.
      Tu perchè pria non mel dicevi? O figlio,
      Per darti stato a fiero passo io mettoL'alma e la vita mie, e tal sì acerbo
      Tu mi rimerti? - Seguimi.
      NelloPensate.
      Ch'ora sia questa a uscir soli: - il nemicoPerò non dorme, e il capo vostro ha messo
      A prezzo.
      GualfrediVieni... ch'ove tremi un padre
      Pei dì del figlio, non paventa morte...
      E già mi è troppo questa vita grave,
      Che vedovato strascinar la possa


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Scritti
di Francesco Domenico Guerrazzi
Le Monnier Firenze
1847 pagine 469

   





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