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      Mai sì che la pagano. Qual è pertanto la gabella, che le anime hanno da pagare innanzi di entrare in paradiso? Ho io bisogno di dirvelo? Questo conoscono i putti; questo è noto anche a quelli, che non sanno nè anco a quanti dì vien san Biagio: il Purgatorio - il Purgatorio. Ora lascio fare a voi; per me non me ne intrigo, che ne perderei la tramontana: a voi lascio fare il conto di quante diecine di centinaia di migliaia di anni dovrà questa povera anima tribolarsi dentro le fiamme del purgatorio. Dunque la messa torna a matutino: suffragi ed elemosine. Ma se ci ha tra voi altri (o ci sarà di sicuro, perocchè fin qua mi giunga certo odore di zolfo, che mi sforza a starnutire) qualche maledetto da Dio, turco o cristiano rinnegato, che a ciò non creda, si faccia avanti questo ser tale, e mi dica, su via, se ad ogni modo i suffragi anderebbero perduti? No davvero; perchè o si applicherebbero alli parenti vostri, o sarebbero messi da parte in benefizio di voi medesimi ora per quando passerete a migliore vita: la qual cosa io vi conforto a fare, quanto per voi più sollecitamente si possa, per la massima gloria di san Francesco ed esaltazione della santissima Madre Chiesa inomnia sæcula sæculorum, amen."
      Tanto mi mossero le parole di questo valentuomo di frate, che sua disgrazia fu non avessi riscosso gli ottocento ducati, però che cento almeno io gliene avrei dati per suffragare le povere anime dei miei defunti padroni; non mi trovando addosso altro che uno scudo, quello donai, e volsi altrove i miei passi.


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La vendetta paterna - Lettere inedite - Predica del venerdì santo
di Francesco Domenico Guerrazzi
Perino Editore Roma
1888 pagine 162

   





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