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      La fortuna senza consiglio appo i sapienti nulla vale; pel volgo sì, ma di un tratto ella muta, e allora non basta nè manco all'ufficio dei panni, i quali, secondo il dettato popolesco, rifanno le stanghe; caduta la fortuna della mal pensata e disonesta impresa, null'altro ti avanza eccetto il vituperio e il pregiudizio: a questo modo Focione ateniese avendo dissuasa la guerra lamiaca, punto si commosse allo annunzio dei prosperi gesti di Leostene capitano preposto alla impresa, ed a coloro che per istraziarlo gli domandavano se avesse egli desiderato di compire coteste strepitose azioni rispondeva: "Certo sì, ma tornerei pur sempre a consigliare come feci." E i lieti inizi si convertirono poi in tristi lutti, perchè all'ultimo la guerra andò perduta, e Leostene rimase spento; ma ciò non rileva: lo esito buono o misero nè cresce lode nè la toglie, semprechè prima di recarti addosso un gesto, tu avverta a tutte quelle cose di cui abbiamo tenuto proposito qui sopra.
     
     
     
      CAPITOLO II.
     
      Se una legge fissa governi le cose morali e politiche come le fisiche: difficoltà di rinvenirla. - Scienza politica fallacissima e perchè. - Quante volte nei suoi presagi politici sbagliasse il Machiavello; esempio solenne di giudizio errato accaduto ieri. - Burbanza e vanità delle cicalate che appellano Filosofia della storia; sistemi a vicenda divoransi. - Secolo XVI secolo caposaldo; comincia epoca nuova non anco compita: a qual patto i popoli cesserano le guerre. - Ciclo perpetuo dei medesimi eventi presagito dal Machiavello non è fatale: nuovi semi partorirono e partoriranno sempre nuovi frutti.


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Vita di Francesco Burlamacchi
di Francesco Domenico Guerrazzi
Casa Editrice Italiana Milano
1868 pagine 355

   





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