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      Come stupirà il facondo oratore salendo sicuramente un piano inclinato pericoloso, seduto tranquillamente sui cuscini imbottiti, guardando il magico golfo, le rive ridenti dove anch'egli aveva un giorno una splendida villa! Così l'uomo ha trionfato degli ostacoli della natura, ha portato la comodità dove non era che il pericolo, fa fatto prova di un meraviglioso ingegno nel servirsi di tutti i mezzi offertigli dalla natura e nel superare le forze inerti a lui contrarie coi prodigi della meccanica! A quell'altezza, su quel monte infocato, in faccia ad uno dei più splendidi spettacoli che sia dato all'uomo di contemplare, bisogna pure che il Romano prorompa in tutti i mehercule latini, in tutte le esclamazioni incomposte dettate dall'istinto, non per esprimere, ma per testimoniare il proprio sbalordimento.
      Fategli leggere poi lo Statuto, un accozzo di articoli che vogliono esser la legge fondamentale di tutta una nazione, e che tutti i giorni sono cucinati in tutte le salse secondo il partito che governa. Ditegli che questa legge deve essere immutabile, che è delitto di lesa maestà sostenere il contrario, ma che non c'è un articolo al quale o l'arbitrio di un Ministro o l'abilita di un curiale non abbia fatto uno strappo. Ditegli che quella legge invecchiata ha degli articoli caduti, per forza, in desuetudine; altri così bigottamente ridicoli che provocherebbero uno scoppio di indignazione contro chi ne sostenesse soltanto la possibilità, come quello che sottopone al visto del vescovo i libri di argomento religioso che si stampano nella diocesi, e ditegli che, a dispetto di questo, noi siamo costretti a dire che lo Statuto è ottimo, a venerarlo, o ad aver a che fare col Procuratore del Re se non lo trattiamo bene; e il buon Marco Tullio non sarà meno sorpreso che della sua salita quasi verticale sul monte.


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Brani di vita
di Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti)
Zanichelli Bologna
1908 pagine 487

   





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