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      Non v'è angolo più riposto di quel mondo che non fu sordo alla buona novella, non v'è tugurio, non v'è palazzo dove oggi non si dica la parola della pace. Dalle viscere delle miniere, dalla tolda delle navi erranti nel buio della tempesta, da ogni cuore non impietrato dall'egoismo, si alza al cielo la gran parola: pace!
      E dice il Sizeranne: La bellezza del cristianesimo consiste nella sua umanità. Ogni bambino che nasce su questa terra, da tanti secoli, assicura, in qualche modo, la salute del mondo.
      Molti l'hanno desolato, fatto schiavo, coperto di rovine e di cadaveri, ma il numero maggiore, i miliardi di vite oscure che la patria ignora, hanno compiuto il loro utile dovere e preparano il lavoro ascensionale della specie. La coscienza popolare lo sente confusamente e lo indovina, e da ciò questa gioia intorno al bimbo che è mostrato, festeggiato, celebrato come il salvatore. Festa soprannaturale o umana, che importa? Se mancasse la luce divina, resterebbe la gioia. Se si spegnesse la stella che guidò i pastori, non si spegnerebbero per ciò i milioni delle altre sfere, altrettanto misteriose e provvidenziali, che ogni notte guidano i naviganti al porto. Tutte queste cose evocano idee più largamente umane ed eterne. Finchè ci saranno uomini su questa terra, la natività avrà un senso profondo ed una bellezza infinita.
      Pace dunque agli uomini di buona volontà!
      IL NATALENELLA LIRICA
      I boccali di Montelupo, ricchissimi di auree sentenze, debbono portar dipinta sulla pancia anche questa: che la stessa idea è concepita, sviluppata ed espressa diversamente nei diversi secoli.


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Brani di vita
di Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti)
Zanichelli Bologna
1908 pagine 487

   





Sizeranne Montelupo