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      Come se la cosa putisse meno! Ma no; io ho usato il vocabolo tecnico, proprio e preciso. Sarà triviale, ma è esatto e se ne avessi usato un altro, o mi fossi servito di una circonlocuzione, avrei detto appunto la stessa cosa benchè con minor proprietà. E quanto a proprietà di lingua, io non mi credo un gran bacalare, ma così da orecchiante, un pochino me ne intendo.
      Dunque è stabilito che becco è il maschio nel gregge in termine tecnico, esatto e proprio, e in quel verso, a quel luogo, ci sta bene. Ma il vocabolo ha anche una significazione translata e, secondo la Crusca, vuol dire altresì marito tradito.
      Ebbene? E che per ciò? Prendiamolo anche come translato! E qui, Onorando Signore, la prego di chiuder gli occhi, di mettersi una mano sul petto e di considerare con calma se sia possibile che nel gregge di Monsignore, mariti traditi non ce ne siano. E poi, se riaperti gli occhi, abbandonando per poco la gravità di Magistrato, vorrà ridere o almeno sorridere con me, non ci vedrei nulla di male. Se ce ne sono? Ma forse più che Monsignore non creda e dove non crederebbe o non vorrebbe. Il Rabelais diceva che "cocuaige" fa parte dell'appannaggio coniugale e non credo che l'onore di far parte del gregge faentino sia guarentigia sicura e solida anche per l'onor maritale.
      Non è scherzo, ed anche su questo capo mi accingevo alla prova che poi mi fu interdetta. Non avrei certo chiamato mariti a testimoniare perchè si sarebbero trincerati dietro il segreto professionale; ma cercando nei processi penali o di separazione, dei quali forse alcuni instrutti da Lei, Onorando Signore, avrei trovato non poco materiale per provare che becchi, anche in senso figurato, nel gregge di Monsignore ce ne sono.


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Brani di vita
di Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti)
Zanichelli Bologna
1908 pagine 487

   





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