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      «Fonte nè pura, nè attendibile».
      L'illustre Avvocato nè qui, nè più avanti crede opportuno di chiuder la parentesi ed io non mi arbitro di metter le mani nel suo testo. Solo vorrei osservargli che è la seconda o la terza volta che, non so se per malizia ma credo per ingenuità, non intende lo stampato. Io dico «dato e non concesso» e l'illustre Avvocato mi interrompe secondo il solito e mi grida «Ah, dunque voi concedete! Habemus confitentem reum!» Io ho scritto una frase dubitativa, un «anche se fosse errato» che non ammette e non nega e tanto meno poi allude a deficenza di informazioni e l'illustre Avvocato m'interrompe gridando che con quella frase non solo ammetto le ingiurie, ma confesso di ignorare come stiano le cose, il che mi aggrava! Io voglio invece ammettere che quando l'illustre Avvocato pensava, argomentava e scriveva così, fosse per lo meno distratto. A tutti può accadere in un tristo quarto d'ora della vita di perdere il legame delle idee e la chiarezza della vista: ma l'illustre Avvocato, concionando in Tribunale a Ravenna, ripetè tuttavia che il mio anche se fosse errato equivaleva alla confessione dell'ingiuria coll'aggravante dell'avere ingiuriato senza conoscere le cose! Ciò farebbe dubitare che alle distrazioni l'illustre Avvocato andasse soggetto più che non convenga al suo delicato ufficio, nel qual caso farà cosa buona ed utile a stare in guardia contro se stesso.
      Io scrissi, è vero: «Questo mio giudizio, anche se fosse errato, implica una disapprovazione mia dell'attività petitoria del Pastore». E qui, l'illustre Avvocato, secondo il suo comodo sistema, mette tanto di punto fermo, sopprimendo il resto.


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Brani di vita
di Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti)
Zanichelli Bologna
1908 pagine 487

   





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