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      La esperienzia adunche del tempo passato, corroborata colli argumenti detti di sopra, mostra che se questo re potrá scusarsi dal rompere con Francia di qua, lo abbi a fare volentieri, ma e' non ci sono le ragioni meno vive. È el re di Francia tanto poderoso per molti respetti, che e' non si può disegnare la guerra avere ad essere facile, ma che e' bisogni farla con uno potente esercito e con sforzo grande, el quale ordinare e congregare non è di molta facilitá a questo re; perché se bene Castiglia abbi nome di avere gente assai atta alle arme a piè ed a cavallo, la difficultá del danaio ci si intende essere tanta che el provedere uno esercito grosso intero colla borsa sola del re sarebbe assai, e però è el costume loro, avendo guerra di qua, che oltre a quelli che el re chiama delle ordinanze ed accostamenti sua, e quelli che conduce lui proprio, richiedere molte communitá le quali a spese loro lo servono di alcuno numero di fanterie; richiedere e' grandi, e' quali tenendo communemente accostamenti, lo servono di qualche numero di cavalli e di fanterie, conducendole ordinariamente a spese loro insino in campo, benché alcuno di piú qualitá li paghi per qualche mese, di che si vale el re rispiarmando el tempo che corre al condursi in campo; ed inoltre a' cavalli non paga di suo la provisione intera, ma sbattene quello che gli hanno di accostamento; ed inoltre quando non li pagassi cosí bene ed a tempo, questi grandi, presupponendo che sia lo onore loro el conservarsi la sua gente, non mancono di porgervi la mano.


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Discorsi politici
di Francesco Guicciardini
pagine 167

   





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