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      Ma non el vedendo altro che partiti disperati e sanza alcuno fondamento, ed e' quali chi piglierá non solo accelererá l'ultima sua ruina, ma sará notato da ognuno per uomo poco prudente e poco misuratore delle cose, non saprò mai consigliare Vostra Santitá che per paura della voluntá di Cesare, la quale non si può negare che ci sono molte ragione che persuadono che abbia a essere buona, faccia una deliberazione che non ci sia ragione che dia speranza che el fine abbia a essere buono; che per paura che la potenzia di Cesare non faccia parere minore la sua autoritá, pigli uno partito che non solo sia per diminuirgli la autoritá, ma per ruinarla in tutto e del temporale e dello spirituale.
      Ricordisi Vostra Santitá che non è tenuto animoso ma timido e vilissimo chi per paura di uno male dubio abbraccia per desperazione gli ultimi mali, che non è generositá el precipitarsi ma estrema pazzia, e che al grado e degnitá sua ed alla prudenzia ed esperienzia che ha delle cose si conviene non essere autore di ruinare la Sedia apostolica, né pigliare rimedi temerari e da giovani, ma procedere pesatamente e con tale maturitá in una deliberazione di tanta importanza, che quando mille volte gli effetti riuscissino infelici, che almanco non si possa mai dire che e' consigli non siano stati buoni né bene considerati, e che a quella non sia mancata piú presto la felicitá che la prudenzia.
      Io pregherò Dio che la illumini a risolversi bene; ma in ogni resoluzione che la fará, sia di che sorte la voglia, me gli offerisco cosí fedele e cosí amorevole ministro, come sono obligato a essere e come sono stato sempre per el passato.


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Discorsi politici
di Francesco Guicciardini
pagine 167

   





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