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      De' capitani cesarei che hanno la pratica di Italia, se manca el Pescara la salute del quale si intende essere disperata, nessuno da Alarcone in fuora è pure in mediocre estimazione apresso a quello esercito; ed a lui mancano molte di quelle parte che sogliono notarsi ne' grandi capitani. Però se noi vogliamo avere paura solo delle sustanzialitá e degli effetti, e non de' nomi ed opinione vane, io non so perché questa lega s'abbia a diffidare di potere fare uno esercito da metterlo a riscontro di costoro.
      Non so giá rendere conto ora se la guerra s'ará a fare con impeto o con dilazione, se la giornata s'ará a fuggire, a cercare o aspettare, perché questi partiti s'aranno a pigliare in sul fatto; e se gli inimici abandoneranno la campagna, questo esercito potrá campeggiare le terre forse con piú virtú che non feciono e' franzesi; e se si ristrigneranno in Lodi, Pavia ed Alessandria, non sará poco principio cavargli el primo di Milano e di Cremona; se le vorranno tenere tutte sará per loro troppo peso, massime che oggidí, come ognuno sa, hanno e' popoli inimicissimi, el favore de' quali nella prima impresa spaventò e' franzesi in modo, che vilmente si lasciorono tôrre Milano, e di poi è stato el principale instrumento con che e' cesarei hanno difeso tante volte quello stato. Allora per avere e' viniziani amici o neutrali, e Mantova a suo piacimento, era facile el transito a' lanzichenechi; ora per avergli contrari, se lasciono Cremona e Milano, potrebbe facilmente difficultarsi questo soccorso.


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Discorsi politici
di Francesco Guicciardini
pagine 167

   





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