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      2. Sono alcuni príncipi che agli imbasciadori loro comunicano interamente tutto el segreto suo, ed a che fine vogliono condurre la negoziazione che hanno a trattare con l'altro principe al quale sono mandati. Altri giudicano essere meglio non aprire loro se non quello che vogliono si persuada all'altro principe; el quale se vogliono ingannare, pare loro quasi necessario ingannare prima lo imbasciadore proprio, che è el mezzo e instrumento che l'ha a trattare e persuadere all'altro principe. L'una e l'altra opinione ha le ragione sue; perché da un canto pare difficile che lo imbasciadore, che sa che el principe suo vuole ingannare quell'altro, parli e tratti con quello ardire e con quella efficacia e fermezza che farebbe se credessi la negoziazione trattarsi sinceramente e sanza simulazione; sanza che, può per leggerezza o malignitá fare penetrare la mente del suo principe; il che, se non la sapessi, non potrebbe fare. Da altro canto accade molte volte che quando la pratica è simulata, lo imbasciadore che crede che la sia vera, trasanda molte volte piú che non ricerca el bisogno della cosa; nella quale, se crede veramente el principe suo desideri pervenire a quello fine, non usa molta moderazione e considerazione a proposito del negozio, quali potrebbe usare se sapessi lo intrinseco. E non essendo quasi possibile dare le instruzione agli imbasciadori suoi sí particulari che l'indirizzino in tutti e' particulari, se non in quanto la discrezione gli insegni accomodarsi a quello fine che ha in generale, chi non ne ha notizia non può fare questo; e però facilmente può errarvi in mille modi.


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Ricordi
di Francesco Guicciardini
pagine 100